“Quando un grande paese è in mano a una sola persona per molto tempo, quella persona perde il contatto con la realtà, si fa un’idea del mondo tutta sua, si immagina, grazie anche a quelli che lo circondano, prima di tutto di essere infallibile, e anche di essere l’unto di Dio, e perciò di poter vedere più lontano, meglio di tutti.” Questo è quello che pensa Boris Akunin sulla Russia contemporanea e sui pericoli del potere quando rimane concentrato troppo a lungo sotto il controllo di un’unica persona. L’avvocato del diavolo immagina un futuro distopico in cui la Russia è governata da un nuovo regime dopo l’improvvisa caduta del Leader Nazionale, chiara trasfigurazione dell’attuale presidente Putin. Il neoeletto governo, promettendo una rivoluzione democratica, lancia un piano di Ristrutturazione Totale per ridare speranza al popolo e all’Occidente. Quando Boris Turgencikov, uno scrittore dissidente perseguitato dal vecchio esecutivo, torna in Russia per assistere ai cambiamenti messi in atto al suono dello slogan “Onore e Onestà”, resta invischiato in una surreale vicenda giudiziaria. Ingaggiato da una attivista dei diritti umani, si trova a fare da difensore al vicesegretario del morente Leader Nazionale, diventato il capro espiatorio, il diavolo, il vero fautore di tutte le nefandezze del vecchio regime. Nel corso del processo, emerge un quadro di manipolazione politica e propaganda del tutto identico a quello del regime precedente, e Boris scopre che la libertà tanto promessa è solo un’illusione. Boris Akunin riflette sul presente della Russia e, citando l’introduzione di Paolo Nori, “prova a immaginare un futuro possibile, in bilico tra la migliore e la peggiore delle ipotesi”. Oltre che un’aperta denuncia dei fatti e delle persone reali che compaiono tra le pagine, L’avvocato del diavolo è nella sua essenza una satira spassosa e feroce contro tutti i regimi e contro ogni limitazione della libertà di espressione.
“When a great country is in the hands of a single person for a long time, that person loses touch with reality, forms a picture of the world all his own, and imagines — thanks also to those around him — first of all that he is infallible, and also that he is God’s anointed, and can therefore see further and better than anyone.” This is what Boris Akunin thinks about contemporary Russia and the dangers of power when it remains concentrated for too long in the hands of a single person. L'avvocato del diavolo imagines a dystopian future in which Russia is governed by a new regime after the sudden fall of the National Leader, a transparent stand-in for the current president, Putin. The newly elected government, promising a democratic revolution, launches a plan of Total Restructuring to restore hope to the people and to the West. When Boris Turgenchikov, a dissident writer persecuted by the old government, returns to Russia to witness the changes being carried out under the slogan “Honor and Honesty,” he becomes entangled in a surreal legal case. Hired by a human rights activist, he finds himself defending the deputy secretary of the dying National Leader, who has become the scapegoat, the devil, the true author of all the old regime’s atrocities. Over the course of the trial a picture of political manipulation and propaganda emerges that is exactly the same as under the previous regime, and Boris discovers that the much-promised freedom is only an illusion. Boris Akunin reflects on Russia’s present and, to quote Paolo Nori’s introduction, “tries to imagine a possible future, poised between the best and the worst of hypotheses.” As well as an open denunciation of the real events and people who appear in its pages, L'avvocato del diavolo is at its core a hilarious and ferocious satire against all regimes and against every restriction on freedom of expression.